Fabio Mariani – Buio in sala | Apocryphal Gallery – 19 marzo 2021

 

Fabio Mariani
Buio in sala
Con poesie di Carlo Lei
Testo critico di Alessandro Cocchieri

Inaugurazione 19 marzo 2021 alle ore 19:00

Apocryphal Gallery
Solo su instagram: @apocryphalgallery
Da un’idea di Mario Nalli

La mostra proseguirà fino al 31 marzo 2021

Buio in sala è la personale dell’artista Fabio Mariani ospitata nell’Apocryphal Gallery, la galleria, visitabile esclusivamente su instagram, ideata dell’artista Mario Nalli. 

La mostra.che è accompagnata dai versi del poeta Carlo Lei, celebra un anno dall’apertura della galleria ma anche un anno di silenzio e di oscurità, con la luce e la voce, nella lampada magica di Mario Nalli: microscopico faro nelle tenebre della pandemia.    

Così il poeta Lei ci introduce e contestualizza la mostra di Mariani all’Apocryphal Gallery: “I teatri e gli spazi di cultura chiusi, il buio sopra le opere (sono ancora vive?) che minaccia la sostanza della pittura; d’altro canto la necessità di recuperare, anche in solitudine, in memoria, una voce visibile, che attrae a sé l’oscurità udibile della poesia.” 

Mario Nalli, ad un anno dall’avvio della sua Apocryphal Gallery, sintetizza così la vera essenza del progetto: “Era il 10 marzo del 2020. La galleria apocrifa nasconde ed esalta nello stesso istante la piccola opera, trascina lo spettatore nello smarrimento delle reali dimensioni dello spazio e del suo contenuto. Solitamente gli artisti per realizzare una mostra si confrontano con lo spazio e per familiarizzare con esso, entrano, camminano, gli girano intorno, si rapportano, spostano lo sguardo, alzano e abbassano gli occhi, cercano un suggerimento e attendono con pazienza che lo stesso luogo gli doni la giusta ispirazione dei formati e dei contenuti. Ecco allora che l’artista è convocato a misurarsi in una dimensione diversa, mettersi in gioco in uno spazio fuori dal comune, “falso”, ad interrogarsi e ri-progettarsi in una galleria inusuale, fuori da ogni canone di spazio espositivo. L’artista, certamente, e ne sono consapevole, deve decisamente cambiare il ragionamento e pensare al piccolo formato in una nuova dimensione. Invito dunque ad una nuova scommessa, e chi sa se forse porterà a nuovi stimoli e a risultati inaspettati.” 

Alessandro Cocchieri per Fabio Mariani: “E’ nella conoscenza della pittura perduta, se non primordiale, che si può sintetizzare l’esperienza artistica di Mariani. La sua “ossessione” per la materia e la continua ricerca di nuovi materiali, per tracciare o sui quali tracciare quanto è all’interno di sé, rilevano il suo spostamento dall’ordinario lessico della pittura. Apparentemente “informale”, mimetizzata dietro un tratto espressionista, l’opera di Mariani, a guardarla bene, ci restituisce anche la serenità dei paesaggi di Claude Monet.”

 

Fabio Mariani Roma 1980. Frequenta l ‘Accademia di Belle Arti di Roma dove si laurea in Scenografia  nel 2006. Frequenta corsi di restauro e incisione. La sua ricerca pittorica si orienta a indagare le potenzialità e i limiti della materia e traduce, attraverso stratificazioni di colori ad olio, Inchiostro ferrogallico, materiali inerti e sintetici, la realtà percepita in un “Universo interiore” ricco di paesaggi e racconti.  Realizza scenografie per spettacoli teatrali e partecipa a Festival quali Festivalteatro Napoli e in quello di Andria nel 2008 con “Come un cane”, regia di Vincenzo Diglio. Lavora anche come incisore e con la tecnica dell’acquaforte realizza l’opera per la copertina del libro “La scampagnata” di Fernando Arrabal pubblicata dalla Pellicanolibri. Tra le personali in Italia si evidenziano, Castanea del 2016, a cura di Olivia Spatola, In nuce del 2017, a cura di Elena Lago, De Atramento del 2018,  a cura di Silvia Moretta e “mito rito e storia” presso Philobiblon gallery, del 2016, con testi critici di Fabio Benincasa, Paolo Violini, Olivia Spatola, Matteo Ghirighini. All’estero oltre ad un buon numero di collettive, (Madrid, Bruxelles, Parigi, Hangzhou). Si segnalano le personali a Londra, Archaeology of the layers del 2015 ,a cura di Miguel Mallol e “Sedimenta” solo exhibition del 2014.Tra le residenze artistiche , BOCS di Cosenza a cura di Alberto Dambruoso ed in Cina  ad Hangzhou  nel 2011, “Seguendo il cammino di Marco Polo: artisti italiani dipingono Hangzhou. Nel 2014 realizza l’opera “Bambini nel tempo” per il museo Maam di Roma, ed altre si trovano in collezioni pubbliche e private. Vive e lavora tra Roma e L’Abruzzo.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *