Stanza d’artista di Francesca Fini: Miss America e altre storie | MACRO Roma – 8/22 gennaio 2019

Stanza d’artista di Francesca Fini | Ambiente #1 #MacroAsilo

8-22 GENNAIO 2019
MISS AMERICA E ALTRE STORIE
con la partecipazione di Francesca Bartellini Moech.
Uno spazio ibrido di ideazione, creazione e produzione video-performativa per due progetti inediti.

MISS AMERICA GREAT AGAIN
di Francesca Fini
Set #1 ore 11-15

MISS AMERICA
Miss America è un’installazione pittorico-performativa che si svilupperà nel corso di sessioni quotidiane dall’8 al 22 gennaio. L’installazione è iniziata con la costruzione di un muro simbolico, realizzato assemblando dei moduli di cartone trovati per caso in rete, la cui forma sinistramente evocativa – che sembrerebbe frutto dell’inconsapevolezza del produttore – si inserisce però perfettamente nel concept del lavoro. Il Muro, qualsiasi sia il suo colore, la sua latitudine e la sua fattura, materiale o mentale, è un’idea diabolica: oltre a tenere fuori gli indesiderati, imprigiona chi si trova dentro. Il Muro ha quindi una doppia valenza: separazione dall’esterno e controllo dell’interno.
Questo principio ha la sua manifestazione plastica nella seconda fase del lavoro, quando, all’interno dell’area circoscritta dal Muro, marco il territorio con i colori, i simboli e le forme della bandiera americana. In questa fase sono coadiuvata da alcuni piccoli robot che interagiscono con l’installazione. Quelli che posiziono all’interno del Muro, dotati di pennarelli neri, contribuiscono e allo stesso tempo interferiscono costantemente con il mio disegno, ma tendono anche ad espandere le loro traiettorie randomiche finendo inevitabilmente ai confini dell’area performativa, dove aggrediscono i mattoncini di cartone per cercare una via di fuga verso l’esterno.
La performance si sviluppa quindi nel mio tentativo di proseguire il disegno, mentre nel frattempo cerco di monitorare il comportamento dei robot, riportandoli all’interno del perimetro quando escono e ripristinando i cedimenti del muro: una danza goffa e affannosa in cui si consuma la natura grottesca del controllo.
Ma ci sono anche altri robot, quelli che posiziono all’esterno del muro e che, dopo alcuni tentativi di ingresso, trovano direttrici alternative, abbandonando il confine ed esplorando la stanza nella sua interezza. Se si volesse trovare un senso al comportamento meccanico di questi dispositivi privi di coscienza, si potrebbe dire che il Muro è prigione prima di essere ostacolo, e che paradossalmente riguarda più da vicino chi si trova dentro. Perché nessun sistema meccanico o biologico, semplice o complesso, programmato per espandersi, può essere trattenuto all’interno di un’area chiusa e circoscritta. Da una parte abbiamo il Muro, dall’altra un’inarrestabile e imponderabile entropia.

MADRE
di Francesca Bartellini
#videoarte e interazioni video di Francesca Fini
Set #2 ore 16-20

Nelle ore pomeridiane, lo spazio ospiterà le prove aperte del progetto videoteatrale che avrà la sua anteprima al Museo MADRE di Napoli il 26 gennaio 2019, prodotto da Ipazia Production.
In scena una violenza su una donna viene consumata quasi fosse un sacrificio: il secolo XXI si presenta con un ghigno feroce. Ma l’immagine della giovane donna si scompone ed attraverso una dilatazione dello spazio-tempo che ci porta da un Presente di onde gravitazionali ad un Passato di echi confusi, emerge la figura emblematica di Maria Maddalena. Riappropriandosi dell’elastico spazio-temporale Maddalena affronta quindi la brutalità del Presente nel Nuovo Millennio dove la Natura è distrutta e i bambini divorati dalla libidine o tagliati a pezzi da macellai che ne vendono gli organi.

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